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Wordpress, un grande imbroglio


Wordpress è il CMS più comunemente usato in tutto il mondo. Il suo successo è dovuto soprattutto ai template molto belli e alla ricchezza di plug-in: grazie a cio si possono fare facilmente dei bei siti. In particolare è proposto dai grafici, che hanno poca competenza sul web, ma puntano a colpire il cliente con siti molto belli.

I clienti di solito non sanno nulla del web e pensano che i siti belli attirino i visitatori: questa idea è ridicola, perché l'estetica alla gente non interessa, i visitatori cercano solo contenuti interessanti in siti facilmente navigabili. Inoltre i visitatori sono portati al sito da Google, che non puo valutare l'estetica, ma valuta solo l'interesse dei contenuti.

Wordpress è realmente valido solo per realizzare magazine con decine di migliaia di pagine e un team di redattori che quotidianamente lo usano.

Proporre un sito medio o piccolo fatto con Wordpress è spesso un modo per truffare il cliente o un indice di incapacità di chi fa la proposta
, che non conosce altre soluzioni, più corrette per queste esigenze.

Il cliente viene colpito dalla bella grafica, ma non gli vengono mai detti i seri problemi di Wordpress:

  1. I siti fatti con Wordpress sono molto lenti: per questo fanno perdere visitatori e sono penalizzati da Google.
  2. Wordpress è spesso attaccato dagli hacker, perché il suo codice è pubblico, quindi tutti lo conoscono e possono cercare le falle.
  3. Per tappare queste falle bisogna fare frequenti aggiornamenti: questo comporta problemi coi plugin non più compatibili con la nuova versione. In pratica ogni 6-12 mesi chi ha fatto il sito deve intervenire per i problemi dovuti agli aggiornamenti.
  4. Fare l'editing dei contenuti è piuttosto complicato, perché Wordpress è nato per fare grandi siti con molte funzioni. Gli utenti di piccoli siti hanno difficoltà a imparare l'editing e sono costretti a rivolgersi al programmatore anche solo per cambiare i testi, cosa che non capita coi sistemi più semplici.

Questi sono problemi ben noti ai tecnici e facilmente verificabili. Quindi chi propone Wordpress quando non è necessario, spesso mira a una rendita continua a spese del cliente, perché sa che verrà chiamato spesso per aggiornamenti del software e dei contenuti, come si deduce dai punti 3 e 4.

Per il punto 1 basta andare in https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights per avere la valutazione Google dei siti: quindi prima di farvi fare un sito in Wordpress chiedete dei riferimenti a siti già fatti e verificate cosa ne pensa Google.

Il punto 1 è confermato anche da questo articolo parte 5 :

    At best, a slow load time causes frustration for the marketers and developers working on the website. At worst, it can turn-off visitors and cause them to leave your site, costing you potential leads. Moreover, today, Google uses page load time in their ranking algorithm, and penalizes websites that move slower.

Per il punto 2 vedi la sezione 3 di questo articolo e l'inizio di questo.

Per il punto 3 vedi questo al punto 12 : nota che devono essere sempre fatti gli aggiornamenti, perché servono a chiudere le falle che nel frattempo gli hacker hanno scoperto.

Per quanto riguarda il SEO vedi qui al punto 18

Molti di questi punti sono confermati da questo articolo, che dice come Wordpress è vulnerabile, costoso e complicato da editare e da gestire (in particolare il SEO).

In conclusione Wordpress è solo un buon business per chi lo propone ai clienti, che sono ingannati dalla bella grafica e danneggiati per la perdita di visitatori.

A volte viene anche proposto Joomla: anche questo non è adatto a siti medi e piccoli ed è anche peggio di Wordpress, perché è mastodontico e vecchio. Per fare siti fino a molte migliaia di pagine ci sono innumerevoli CMS molto più facili da usare e con ottime prestazioni.

Un ultimo punto su cui i clienti sono spesso ingannati è il posizionamento. Se i contenuti del sito non sono interessanti il SEO non aumenta i visitatori: un sito aziendale con informazioni piuttosto commerciali non attrae la gente, quindi Google non lo mette mai ai primi posti in una vera ricerca.

Chi garantisce che il SEO puo portare un sito poco interessante ai primo posti della ricerca, imbroglia il cliente. La tecnica è molto semplice: mette nel sito 4 o 5 parole che non ci sono negli altri siti, perché strane o poco usate e poi mostra una ricerca su quelle parole. Ovviamente il sito esce in testa: peccato che nessun potenziale cliente userà mai quella combinazione di parole.

Per smascherare i truffatori basta chiedere loro se possono farti apparire in testa nelle ricerche vere fatte con due parole molto comuni nel proprio settore. Per una grande azienda con un sito grande e pieno di articoli interessanti andare ai primi posti con queste parole puo costare 100-200.000 euro o più.

In molti casi il vero marketing va fatto usando i media tradizionali e i contatti diretti: il sito è assolutamente necessario, ma solo perché poi le persone interessate vanno a vedere sul sito le informazioni dettagliate.


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